Breve rientro.

Sono passati alcuni mesi, con alcuni intendo più di due, quindi un lasso di tempo piuttosto ampio, tanto da poter affermare che, come previsto, anche stavolta la Perdigiorno ha “mollato” come potrebbe dirsi , cioè ha abbandonato un proposito.

Un proposito banale in effetti, perché tenere in vita un blog non sembrava una cosa così impegnativa.

Ma chiaramente avevo sottovalutato l’impresa.

Subitaneamente infatti sono sorti i primi ostacoli: “Quello che scrivo non importa a nessuno, farlo non ha nessun senso e nessuna utilità, non solo non so scrivere, ma neanche sono un buon metodo di intrattenimento, ci sono milioni di persone stronze come me che credono di avere qualcosa da dire, ma in realtà non è così, e poi in che direzione porto tutto? Cosa deve essere? Un blog introspettivo, simpatico, ci metto le foto, cucino, cerco arte da proporre, che faccio?”

Così persa nella mia confusione mentale ed emotiva che permeava e permea a tutt’oggi la mia vita, ho deciso, anzi no, dato che decidere  avrebbe implicato fare attivamente qualcosa, ho lasciato andare.

Ho semplicemente smesso.

Di scrivere, di pensarci, di preoccuparmi.

Ma qualcuno ha prontamente pensato di riportarmi alla mente la questione, così ho pensato di riaprire questa pagina, ho riletto, mi sono sminuita un pochino, ho cancellato cose che al momento mi sono sembrate postate da una ritardata mentale, e ho pensato di scrivere una specie di bentornato a me!

Voglio però essere sincera, non so se avrò il coraggio di riprendere.

Non so neanche se avrò il coraggio di ricominciare ad espormi, a mostrare chi sono, nella parte più profonda, perché ho realizzato che forse l’unico motivo per scrivere con costanza su una pagina pubblica potrebbe essere questo.

Ma si sa, potersi esporre necessita sicurezza.

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La Vita e il Futuro

Kundera scriveva: “la luce rossastra del tramonto illumina ogni cosa con il fascino della nostalgia: anche la ghigliottina.”

Mi piace guardare indietro, mi piace a volte la malinconia di giorni che riaffiorano alla mente come fossero un sogno, esclusivamente per il fatto di essere passati e non poter tornare mai più. Ed è proprio così, è inspiegabile quella sensazione che provo quando ripenso al diffuso dolore, a quelle molto più rare gioie passate. Ogni cosa acquista come di poesia, forse perché in un certo senso è diventata una parte di noi, ha creato sfaccettature del nostro carattere senza che ce ne siamo potuti accorgere, così, senza coscienza. Ciò che è stato si è integrato, subdolo, spontaneamente, nella persona che sono diventata. Non si può opporre resistenza ad un processo inconscio.

Il passato è passato, il futuro è sconosciuto, e anche questo significa fascino. L’incerto equivale ad ansia, all’angoscia delle possibilità di Kierkegaard, la scelta si configura come una terribile incombenza, portatrice di nefasti eventi. Ma per altri il futuro si configura come perfetta evoluzione del passato, l’opportunità di plasmare la realtà a nostro piacimento. Io amo il passato quanto lo odio, e lo stesso vale per il futuro. Esso è paura, e allo stesso modo è la mia unica spinta a vivere.

La domanda esistenziale che chiunque, in ogni tempo e luogo si è posto e si pone, è:” qual è il senso della vita?” Io ho due risposte. La prima è il futuro, la soddisfazione che viene dall’essenza stessa della dinamica, e quella del muoversi a velocità più o meno costante verso un qualcosa, indefinito o non che sia.

52 cose da fare quando piove.

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A Roma piove, pioverà anche domani, io mi annoio, e le soluzioni fornitemi da questo gioco per bambini non sono soddisfacenti. Così ho avuto qualche idea:

1) La lavatrice.

2) Stirare le camicie che vi avanzavano dalla scorsa settimana. Riordinare il cassetto delle mutande, calzini, calze, reggiseni e pigiami.

3) Trovare una assetto alternativo per i mobili della vostra stanza da letto.

4) Spolverare le mensole della libreria, dato che lo sappiamo, non siete avidi lettori.

5) Rileggere “il Piacere” di D’annunzio, sia perché è sulle mensole da più di 10 anni, sia perché può migliorare la vostra vita e darvi un po’ di ispirazione.

6) Aprite tutte le custodie di vecchi cd e dvd, di cui sicuramente almeno la metà sarà vuota, e disfatevi dell’inutile.

7) Riordinate alfabeticamente i suddetti.

8) Guardate le vecchie foto, vostre, dei vostri genitori, dei vostri nonni se ne avete, e indulgete nella nostalgia dei bei tempi andati che non torneranno più.

9) Fate entrare il gatto, che ve lo eravate dimenticato in balcone.

10) Pulite l’argenteria, se ne avete.

11) Accendete le candele, molto romantico, e fate un bagno caldo.

12) Se non avete bruciato la casa, fatevi una pulizia del viso, e una maschera idratante al cetriolo.

13) Chiamate la zia, sente sicuramente la vostra mancanza, e non vede l’ora di chiedervi le solite cose che vi chiede ogni santa volta.

14) Chiamate vostra madre, avrà sicuramente qualcosa da raccomandarvi o di cui lamentarsi con voi.

15) Chiamate il vostro fidanzato, in fondo è a questo che serve, ad essere ammorbato.

16) Chiamate quelle quattro galline delle vostre amiche, staranno facendo sicuramente qualcosa di più interessante di voi.

17) Fate la lista della spesa, il frigo non si riempirà da solo.

18) Documentatevi, nel mondo starà sicuramente succedendo qualcosa di cui voi non avete la più lontana idea.

19) Stilate una lista dei buoni propositi per i mesi che seguono.

20) Imparate finalmente l’Inno di Mameli, che dopo “Stringiamoci a coorte…” avete il buio totale.

21) Fate la ceretta.

22) Capite realmente che cazzo è sto spread che tutti pare che sono grandi economisti e voi fate finta ogni volta.

23) Fate una cernita di tutti gli orrendi vestiti che non indossate mai, dato che si sono accatastati nell’armadio per anni, e regalateli ai poveri.

24) Giocate a Solitario su Windows 25) Fate i castelli con le carte se avete un Mac.

26) Pianificate le vacanze estive, che poi arrivano e rimanete a Roma, sole come un cane.

27) Con la pila di riviste in salotto, fate un collage creativo, esprimete i vostri sentimenti.

28) Scrivete il diario della vostra giornata, o una poesia in endecasillabi sciolti che narri le vostre gesta.

29) Guardate un documentario.

30) Cambiate la lampadina fulminata nel bagno.

31) Con quelle 3 cose che vi sono rimaste in cucina, ingegnatevi, e provate a cucinare un piatto inventato da voi. Uovo sodo e ketchup non è un’alternativa.

32) Accedete a Facebook, e tentate di capire dove sono finiti gli amichetti delle elementari.

33) Sempre su Facebook, tentate di capire cosa stanno facendo gli altri, dato che piove anche da loro probabilmente.

34) Giocate a Ruzzle.

35) Accertatevi di aver pagato tutte le bollette, guardate gli estratti conto, controllate gli scontrini, tracciate un grafico delle vostre abitudini di spesa, e risparmiate per le vacanze estive.

36) Fate shopping online, ma di cose poco costose, se no Agosto, ve lo ripeto, lo fate a Roma.

37) Fate la pasta di sale, e create dei pupazzetti a vostra immagine e somiglianza.

38) Fate i disegni con la pasta, attaccandola sui cartoncini.

39) Cominciate a scrivere le vostre memorie autobiografiche.

40) Fatevi un Ciobar, che evidenze scientifiche affermano che il cioccolato stimoli la produzione di serotonina.

41) Controllate il meteo, sperate che smetta di piovere presto.

42) Improvvisate degli esercizi di fitness con le bottiglie d’acqua guardando un tutorial su Youtube.

43) Spazzolate il gatto.

44) Contate le gocce di pioggia sul vetro della finestra finchè non sentite che state per cedere alla follia.

45) Cercate la vostra collezione di francobolli delle medie, provate a rivenderla su Ebay.

46) Dipingete quella parete del salotto di rosa salmone, non ne avete mai avuto il coraggio, ma lo avete sempre sognato in segreto.

47) Mettete lo smalto a mani e piedi, bene però, non colato come al solito.

48) Date l’acqua alle piante, anche se di primo acchitto potranno sembrare morte, dato che non l’avete mai fatto.

49) Suonate al vicino e intavolate una sfida a scacchi, se non ci sapete giocare ripiegate sulla dama, che è più adatta.

50) Riprendete il puzzle abbandonato l’anno scorso.

51) Ritagliate cuoricini di cartone rosso su cui scriverete frasi dolci da dare al vostro Lui.

52) Scrivete un post del vostro blog.

Presentazioni: il primo fratello minore

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La Perdigiorno ha una famiglia che sembra quella di una sit-com.

E’ circondata da personaggi particolari, ognuno ha la sua, sembra uscito da un fumetto, e si esprime primariamente attraverso annessi suoni onomatopeici tipo “smab, badabum, pem”. Ogni giorno ne succede una, episodi tragicomici che danno sapore all’esistenza, che sarebbero accompagnati nel telefilm di cui sopra, con le classiche risatine finte nel momento clou.

Oggi parliamo del fratellastro di mezzo, il secondo per capirci, lei è la più grande. Suo fratello ha 13 anni, ma è più alto di lei. Pesa 87 kg, cioè è un bove, non un ragazzino. Hanno lo stesso padre, mentre sua madre è una “signora” straniera, la quale, forte della sua cultura e delle sue due lauree, è arrivata in Italia a tentare di sbarcare il lunario nell’unico modo in cui una donna della sua levatura avrebbe potuto: cercando un uomo da cui farsi mantenere negli agi in cambio di rapporti sessuali. Per capirci, una stronza. La perdigiorno non la può vedere, in effetti non si vedono mai, e se proprio capita ci si limita ad un glaciale saluto accompagnato da un fittizio sorriso.

Il fratello è fastidioso. E’ viziato, impiccione, esagitato, egocentrico, permaloso, e pure bugiardo. Sta sempre in mezzo, si fa sempre gli affari che non lo riguardano, quello che gli dici lo sanno tutti nell’arco di un quarto d’ora, se stai parlando con qualcuno di una cosa seria, spunterà da dietro, d’improvviso, senza che tu te ne accorga, e subito ti chiederà: “Cosa??” Se stai uscendo poi, non c’è scampo: “Dove vai? Con chi? A che ora torni? Mi porti?” E’ un disadattato e ha amichetti disadattati quanto lui, con cui passa su Facebook, Twitter e su App varie scaricate per il suo Iphone, Ipad, Mac e Kindle, buona parte del suo tempo. Ha una fidanzatina che lo ossessiona, lo chiama da altri numeri che lui presumibilmente non dovrebbe conoscere, per fare in modo che risponda, ma lui le attacca il telefono in faccia.

Si comporta come un adulto, ogni volta che parla di denaro, perché come un adulto è stato trattato in questo senso. Di ogni oggettino presente in casa, o fuori, prevalentemente nei negozi di elettronica, conosce il prezzo in euro, compresi i centesimi. Lo sport preferito è chiedere: roba, soldi, fili elettrici per costruire strani circuiti tra amplificatori, stereo e casse varie, altra roba, altra roba ancora. Qualsiasi cosa esista, se non vi serve ed è estremamente superflua, lui probabilmente la possiede, o si sta prodigando per possederla. Non sa fare i più semplici calcoli matematici, legge a malapena, ma in compenso guida ogni mezzo di trasporto: bicicletta, triciclo, quad, gommone, pattino, moto, macchina.

Capisce sempre tutto lui, sempre meglio di voi, non vi azzardate a replicare. E’ sveglio, è fuor di dubbio. Forse è un genio, perché solo i geni sono così fuori dalla regola della normalità. E forse in fondo, ha solo bisogno di tanti, tanti baci, perché nella sua vita si è sentito rifiutato talmente tante volte, che forse tutta questa continua richiesta di attenzioni, gliela possiamo anche perdonare.

Manifesto, ovvero chi è la Perdigiorno?

La Perdigiorno si ritrova ad essere tale a causa di una serie di attacchi di ansia che le hanno reso impossibile lo svolgimento delle sue normali e costruttive attività quotidiane.
L’ansia quella dei film, quando il disperato in mezzo al traffico è costretto ad abbandonare la sua macchina al lato della carreggiata per poter scendere, e agevolmente sedere sul manto stradale, piangente e urlante in preda ad una crisi di nervi.
Ecco, quella poveraccia è lei.

Tra le varie attività che ella svolgeva, vi era il proseguimento dei suoi studi, costretta ad abbandonarli dunque, per galleggiare nel liquido amniotico del nulla eterno, probabilmente rinunciando ad una qualsivoglia carriera all’interno dello sfavillante mondo delle multinazionali della ristorazione. Burger King per intenderci.

La sua terapeuta, il suo medico, mamma, papà, (s)fidanzato, amiche, cugini le hanno consigliato, data la sua inabilità nel vivere come chiunque altro a causa di tali attacchi di panico, misti ad un atteggiamento di depressione e al banale disturbo alimentare che si porta dietro da anni, di prendersi una pausa.
E di dedicarsi ad altro.

Nel chiedersi cosa potesse mai essere questo “altro” tanto millantato, le sono venute in mente un paio di idee su come investire l’enorme quantità di tempo a sua disposizione.
L’unica che potesse avere vago senso, scartata in 30 secondi l’ipotesi di fare volontariato, è quella di tenere aggiornati una folla di sconosciuti su una piattaforma social, trattando una varietà di temi, che poi sarebbero le cose di cui si comporrà la sua grama esistenza.

La Perdigiorno è una saccente fastidiosa che sa tutto un po’ di tutto.
È borghese nell’animo.
Ha una madre ipocondriaca, un padre in delirio di onnipotenza, due fratellastri, e qualche amico che ogni tanto ammorba con le sue manie psicotiche.
Ha una sfilza di ex fidanzati, quindi saprà di sicuro ben consigliarvi riguardo la vostra insipida vita amorosa.
Ride in modo sguaiato.
È ipercritica, ma critica anche se stessa poiché sa di esserlo.
Le piacciono i gatti, qualcuno dice che ha il loro stesso carattere. Cioè si fa sempre tendenzialmente i cazzi suoi.

Benvenuti sul suo blog, passate il tempo insieme a lei.